Torta di mele

Il ricordo della felicità non è più felicità; il ricordo del dolore è ancora dolore.

George Gordon Byron

autunno

Ho passato da Lei tutti i fine settimana e tutte le vacanze della mia infanzia. Sono andata al mare con Lei tutte le mie estati, fino all’adolescenza. Se sono quella che sono, in gran parte è merito suo. Era la mia Nonna.

Lei faceva la sarta, era vedova, e lavorava tutto il giorno. Io le facevo compagnia, la guardavo lavorare e l’aiutavo, infilando gli aghi. Lei mi faceva sentire amata, mi coccolava, nonostante non avesse molto tempo, si preoccupava che avessi tutto quello che mi serviva.

Crescendo le mie visite si sono diradate, sono diventata grande, avevo altri interessi. Mi sono sposata, ho avuto due bambini, avevo poco tempo. Lei mi chiedeva di andare a trovarla, e io andavo quando potevo.

Poi la nonna si è ammalata, morbo di Alzheimer.

mele

Quando andavo a trovarla in certi momenti mi riconosceva, in altri no, Ad un certo punto smise anche di parlare, e secondo la zia, che viveva con lei, oramai non ricordava più niente.

Una delle ultime volte che la vidi, era seduta sul divano, continuava a guardarmi, e dai suoi occhi scesero delle lacrime. Non so se quelle lacrime erano per me, se mi avesse riconosciuta, se appartenevano a qualche ricordo nascosto nei meandri più reconditi della sua mente, non lo saprò mai, ma mi strazia il cuore ogni volta che ci penso.

La nonna se ne andata da un po’, oramai, e io vivo con il rimorso di non esserle stata più vicina nell’ultimo periodo della sua vita.

Mi restano di lei dei ricordi bellissimi, ricordi della mia infanzia spensierata, ricordi del suo bellissimo volto, della sua pasta al tonno e della la sua torta di mele.

torta di mele

torta di mele

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La mia nonna non era una nonna tradizionale, non cucinava molto, non aveva tempo per farlo, doveva lavorare. Ma faceva due cose che erano buonissime, una pasta al tonno, che non sono mai riuscita a replicare e questa torta di mele.

Ricetta

(dosi per una tortiera da 24 cm.)

300 gr. di farina 00

50 gr. di fecola di patate

125 gr. di zucchero

150 gr. di burro a temperatura ambiente

2 tuorli e 1 uovo intero

1 bacca di vaniglia (la nonna metteva la vanillina)

1 bustina di lievito per dolci

1 pizzico di sale

5-6 mele

Mescola tutti gli ingredienti come si fa per una pasta frolla, farina, fecola, zucchero, sale, lievito, burro, uova e vaniglia.

Amalgama il tutto velocemente, con la punta delle dita, per non riscaldare troppo l’impasto. Quando la pasta è liscia e omogenea, fai una palla, avvolgila nella pellicola, e mettila a riposare una mezz’ora in frigorifero.

Accendi il forno a 180°. Nel frattempo sbuccia le mele, tagliale a metà e togli il torsolo.

Prendi la pasta e dividila in due parti, una parte, deve essere un pò più della metà.

Stendi l’impasto più grande, su un foglio di carta forno. Imburra e infarina una tortiera, e aiutandoti con la carta forno, rovescia l’impasto nella tortiera, lasciandolo debordare dalla teglia.

Bucherella con una forchetta e adagia le mele con la parte concava rivolta verso il basso. Stendi la pasta rimasta e ricavane un disco della dimensione giusta per coprire la tortiera, per fare questa operazione, aiutati sempre con un foglio di carta forno. L’impasto è molto friabile, quindi se non usi della carta forno,  si sbriciolerà tutto. Ripiega in dentro i lembi debordanti, della base di pasta e sigillali  premendo con le dita o con i rebbi di una forchetta.

Cuoci in forno, a 180° per 45/50 minuti o fino a che la torta non è dorata. Fai raffreddare e spolvera con zucchero a velo.

Puoi servire il dolce un della crema inglese e una pallina di gelato alla vaniglia.

VINO: si consiglia un Albana di Romagna dolce, oppure un Moscato d’Asti.

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