Torta Sbrisolona

“Lo sai perché mi piace cucinare?”

“No, perché?

“Perché dopo una giornata, in cui niente è sicuro, e quando dico niente voglio dire niente,  uno torna a casa e sa  con   certezza   che aggiungendo al cioccolato rossi d’uovo, zucchero e latte, l’impasto si addensa: è una tale conforto!”

Giulia Child

pottery inglesi

 

Ci sono cose in cucina che faccio solo ed esclusivamente a mano, anche se possiedo planetarie, cutter, minipiner ecc. ecc., questo perché per me , cucinare è terapeutico.

Tagliare, sminuzzare e affettare verdure mi rimette in pace con me stessa. Mi immergo in una sorta di limbo, dove i pensieri sono ovattati e lontani, dove non penso ai problemi grandi o piccoli che la vita ci porta quotidianamente.

Impastare un pane o mescolare un risotto, non è solo un impegno fisico, ma soprattutto mentale, in quei momenti mi estraneo completamente dal mondo che mi circonda, sono talmente concentrata in quello che sto facendo che tutto il resto non esiste.

torta sbrisolona

 

Ho avuto, nella vita, diversi periodi bui, qualcuno molto più scuro di altri. In quel periodo mi sono trascinata dal divano alla sedia, per giornate intere, senza uscire di casa e senza aver voglia di fare niente. Dovevo uscire, dovevo trovare la forza per fare qualcosa.

Tra un altalenarsi di passioni smisurate, due sono rimaste sempre costanti nella mia vita, dipingere e cucinare. Così ho tirato fuori la mia scatola di acquerelli e ho ricominciato a dipingere, e  mi sono iscritta ad un corso di cucina.

Il corso mi ha costretto ad uscire, ad impegnarmi in qualcosa che mi dava serenità, a conoscere gente, e sera dopo sera, lezione dopo lezione, ricetta dopo ricetta,  sono riuscita ad emergere dal quel male che mi aveva agguantato.

Cucinare è diventato il mio anti depressivo, mi rimette in contatto con me stessa e mi rende felice.

Ci sono persone che per stare meglio vanno a correre, io impasto la torta Sbrisolona, uno degli impasti che trovo in assoluto più  rilassanti e terapeutici,  il movimento delle mani e delle punta   delle dita, che si compie per sbriciolare l’impasto è veramente magico.

 

 torta sbrisolona

 torta sbrisolona

tortasbrisolona

 torta sbrisolona

torta sbrisolona con yogurt e frutta fresca

La torta sbrisolona ha origini molto antiche, nasce a Mantova e si diffonde poi in tutto il nord, soprattutto in Emilia Romagna e nel Veronese, risalirebbe all’epoca dei Gonzaga.

La ricetta, nata a cavallo tra il ‘500 e il ‘600, ha origine contadine, come testimonia l’uso della farina di mais, ingrediente base della ricetta originale. Successivamente, però, quando giunse alla corte dei Gonzaga nel ‘600, vennero introdotte le spezie, lo zucchero e le mandorle. Infatti originariamente questo dolce “povero” veniva realizzato con una maggiore quantità di farina di mais, lo strutto al posto del burro e le nocciole, più economiche rispetto alle mandorle.

Veniva chiamata anche torta delle tre tazze, dall’eguale quantità dei tre ingredienti principali, farina bianca, farina gialla e zucchero. Quella che trovate sotto è la ricetta tradizionale.

 

RICETTA

200 gr di farina bianca 00

200 gr di farina di mais setacciata fine, tipo fioretto

200 gr di mandorle

200 gr di zucchero

200 gr di burro

2 tuorli d’uovo

la buccia di un limone grattugiata

1 bacca di vaniglia

 

Preriscalda il forno a 180°. Trita 150 grammi di mandorle e mescolale con la farina di mais, la farina bianca, lo zucchero, la buccia grattugiata del limone e la vaniglia. Aggiungi le uova e il burro, ammorbidito a temperatura ambiente, e mescola il tutto con le mani, con gesti veloci, l’impasto deve rimanere granuloso, come sbriciolato.

Imburra una teglia da 24/26 cm. di diametro e mettici l’impasto, lasciandolo cadere a pioggia e sempre sbriciolandolo con le mani. Compatta leggermente, ma senza premere troppo, l’aspetto deve essere granuloso.

Guarnisci con le mandorle intere rimaste da parte, e inforna a 180° per circa  45/50 minuti. La torta è pronta quando sarà ben dorata. Io spesso preparo delle sbrisoline, da servire come biscotti o da regalare agli amici.

Vino: nel veronese l’uso comune è quello di cospargere la sbrisolona con un bicchierino di grappa, prima di romperla a pezzi e degustarla, consiglio quindi una Grappa di Amarone, ben invecchiata e morbida al gusto. Se preferite del vino un Recioto di Soave o un Passito Veneto di Lugana.

 

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