Torta delle rose

La continuità ci dà le radici; il cambiamento ci regala i rami, lasciando a noi la    volontà di estenderli e di farli crescere fino a raggiungere nuove altezze.
  (Pauline R. Kezer)

inverno

“Tutto cambia, tutto si modifica”, mio figlio quando andava alle elementari aveva un librino proprio con questo titolo, questo libro parlava della trasformazione di una serie di cose che con il passar del tempo mutavano,  in quel librino scrivevano che cambiano  persino i sassi,  figuriamoci  se non cambiano le persone.

La nostra vita è tutto un mutare, a seconda dei momenti, dei lavori che cambiamo,  degli imprevisti, delle situazioni positive o negative che viviamo  e delle persone che incontriamo sulla nostra strada, noi cambiamo continuamente.

Nella mio percorso di vita fino a questo momento mi sono messa in gioco diverse volte, soprattutto a livello lavorativo. Per problemi famigliari, non ho potuto studiare, e alla fine della terza media ho iniziato a lavorare.

inverno

Non avendo una specializzazione specifica, ogni volta che per svariati motivi cessavo o perdevo un lavoro e ne iniziavo un altro, era sempre un lavoro diverso, insomma prendevo quello che mi capitava per primo.

Negli anni ho lavoratori nei campi, in fabbrica, ho fatto la commessa, la donna delle pulizie, ho lavorato in un ristorante e fatto la cuoca  in una casa famiglia. E ogni volta che cambiavo lavoro anche in me avvenivano dei cambiamenti.

Il mio modo di rapportarmi con gli altri  e con le persone che mi stavano intorno, quando facevo l’operaia agricola non poteva essere uguale a quello di quando facevo la  commessa,  e questo porta inevitabilmente ad un cambiamento.

Da dieci anni faccio un lavoro d’ufficio, all’interno del mercato ortofrutticolo, ed anche questo lavoro mi ha cambiato la vita.

Sono sempre stata una dormigliona, una di quelle persone che per farla alzare ci volevano i cannoni. Fisicamente sto meglio di sera, non mi sono mai alzata prima per stirare o cucinare, ma ho sempre preferito farlo dopo il lavoro, preferivo  andare a letto tardi e dormire un pò di più al mattino.

Pensavo che non sarei mai riuscita a fare un lavoro per cui avrei dovuto alzarmi presto. Da  sette anni, invece mi alzo tutte la mattine alle quattro, a volte anche alle tre e mezza per andare al mercato, quindi alla sera alle nove, massimo le dieci sono morta e devo andare a letto.

Cambiare quindi ci porta ad  uscire dalla nostra zona di conforto, ad accettare di   rimetterci in gioco e modificare le nostre abitudini,  abbandonare le nostre certezze e decidere se accettare il cambiamento.

Quindi tutto cambia, tutto si modifica, come questa torta, che non è mai uguale, perché fatta con lievito madre, e perché può essere farcita con ingredienti ogni volta diversi.

torta delle rose

torta delle rose

torta delle rosetorta delle rose

torta delle rose

Questa ricetta è un regalo di Sara, la mamma di un mio collega, lui ha portato la torta al lavoro, e io ho scoperto che in realtà, una ricetta che pensavo fosse complicata, è invece abbastanza semplice da fare, richiede solamente del tempo per la lievitazione.

Naturalmente, quella di Sara è molto più buona della mia, lei la prepara anche per dei ristoranti.

 Qui la trovi nella sua versione originale e più semplice, ma può essere farcita a tuo piacimento, con marmellata, crema pasticciera, uvetta, frutta secca, o tutto quello che ti suggerisce la fantasia.

Ricetta

150 gr. di latte

100 gr. di lievito madre rinfrescato e maturo oppure 10 gr di lievito di birra

200  gr. di farina forte w330 o Manitoba

150 gr. di farina 00

3 tuorli d’uovo

20 gr di zucchero

5 gr. di sale

30 gr. di olio di oliva

1 bacca di vaniglia

Per la farcia

100 gr di burro a pomata

100 gr. di zucchero

Metti il latte tiepido in una ciotola,  aggiungi il lievito madre spezzettato e scioglilo. Se usi il lievito di birra sbricioalo nel latte tiepido, mescolando e prepara un lievitino, copri con la pellicola e attenti la maturazione. Il  lievitino è pronto quando in superficie si formano le prime fossette.

Metti le farine, il latte con il lievito, lo zucchero, i tuorli d’uovo e i semi della bacca di vaniglia nella ciotola dell’impastatrice, e con il gancio a foglia comincia ad impastare, quando l’impasto inizia ad amalgamarsi aggiungi il sale.

Impasta  fino a quando l’impasto si staccherà dalle pareti della ciotola e si aggrapperà alla foglia, ci vorranno circa 5 minuti. Sostituisci la foglia con il gancio e riprendi ad impastare, fai girare a velocità media,  inizia ad aggiungere l’olio a filo pianissimo,  un cucchiaino alla volta, versa il secondo cucchiaino di olio solo quando il primo sarà completamente assorbito. Fai  girare fino a quando l’impasto sarà lucido, elastico e ben aggrappato al gancio. Togli il gancio, raccogli l’impasto a palla e lascia lievitare fino al raddoppio, coperto da pellicola,

Se hai usato il lievito madre ci vorrà più tempo rispetto al lievito di birra. Quando l’impasto sarà raddoppiato mettilo su di una spianatoia, leggermente infarinata, sgonfialo e stendilo con un matterello in un rettangolo di circa 40/42 cm di larghezza per 20 di lunghezza,, dovresti riuscire a fare sette rose.

Mescola il burro morbido con lo zucchero, fino ad ottenere un crema, e stendila sull’impasto, aiutandoti con una spatola. Con un coltello o una rotella tagliapasta taglia delle strisce larghe circa sei cm, cercando di ottenere delle rose della stessa dimensione.

Arrotola le strisce su se stesse e sistemale in una teglia da forno imburrata ed infarinata, distanziandole una dall’altra di almeno un centimetro. Copri la teglia con della pellicola e fai lievitare fino al raddoppio, in un luogo tiepido.

Preriscalda il forno a 155/160 gradi e mettici dentro un pentolino di acqua. Spennella la superficie della torta con un pò di latte e inforna per 20/25 minuti, se la superficie tende a scurire troppo, coprila con un foglio di alluminio.

Servi la torta a temperatura ambiente spolverata di zucchero a velo.

 

Per la cottura non usare uno stampo a cerniera, perché il burro, contenuto all’interno delle rose, con il calore del forno, tende a fuoriuscire e uscirebbe anche dalla pentola.

E’ un dolce ottimo per la prima colazione o per un tè del pomeriggio, se vuoi servirla dopo un pranzo abbinala ad una crema inglese.

Vino: se servi la Torta delle rose  come fine pasto consiglio un vino dolce, fruttato e fresco come il Malvasia Spumante dolce Colli Piacentini oppure un  Romagna Albana dolce.

 

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *