Crostata con farina di grano saraceno

 

“Per non assuefarsi, non rassegnarsi, non arrendersi, ci vuole passione. Per vivere ci vuole passione.”

Oriana Fallaci

Edera

Viole mammole

Non ho una tradizione culinaria alle spalle, le donne della mia famiglia non sono  mai state delle grandi cuciniere.

Mia nonna materna, con cui ho passato gran parte della mia infanzia, ha sempre lavorato, faceva la sarta, e da sola doveva sostenere tutta la famiglia, un marito ammalato e una figlia piccola.

Da lei posso dire di aver imparato a vestirmi, ma non certo a cucinare, la sua  cucina serviva solo per riempire la pancia e continuare a lavorare, l’unica ricetta degna di nota che mi ha lasciato è una strepitosa torta di mele. Con la nonna paterna non ho avuto grandi rapporti, papà ci portava da lei tutti i sabati,  stavamo mezz’ora, il tempo di una breve visita e poi tornavamo a casa.

Non ricordo ci abbia mai invitati a pranzo. A volte, durante le nostre visite, dava a mio padre un piatto pronto da portare a casa, normalmente erano piatti che mia madre non cucinava, tipo lumache o qualche altro animale strano, cucinato in umido, che io da piccola mi rifiutavo di assaggiare.

La mamma, invece credo cucinasse e cucini tutt’ora solo per dovere, non cucina male, anzi, ma non è mai stata una sua grande passione. Si mangiava tutti i giorni pasta al ragù e alla domenica risotto, sempre al ragù,  seguito da lesso con pearà, tipico piatto veronese, e nelle occasioni importanti lasagne al forno. La torta non mancava mai, ed era quasi sempre una ciambella, fatta senza bilancia, e cotta sul fornello di casa, nel fornetto Versilia.

Quindi non so da dove arriva questa mia passione, so che da piccola, quando mamma cucinava, prendevo una sedia, mi inginocchiavo sopra, e la guardavo affascinata mentre puliva un pollo o tritava il lesso avanzato per fare delle polpette, oppure mente preparava la sua ciambella.

Ho sempre desiderato cucinare, e a sedici anni, con il permesso di mamma,  ho cucinato la prima pasta diversa dalla pasta al ragù, che fosse mai arrivata sulla nostra tavola, una pasta alla carbonara. Allora sembrava buonissima, se ci penso adesso, dopo quasi quant’anni, credo non fosse un granchè,  ma mi sembrava di aver fatto una cosa strepitosa, tanto che poi vennero ad assaggiarla anche la zia con il marito.

Avevo appena  acquistato  il mio primo libro di cucina, Il Cucinone, sono appena andata a rivederlo ed è datato 1981, davvero è passato tutto questo tempo?

Da qual momento non ho più smesso, ho acquistato altri centinaia di libri e riviste, e ho continuato a cucinare, a provare piatti e ad imparare. Cucino  per me stessa, per gioia, per gli altri, ma anche per combattere il dolore e per alleviare giornate piene di  pesantezza, insomma cucino!

Crostata

Crostata

Ieri sono venuti a trovarmi i miei nipotini, quando passano non fanno mai la merenda a casa loro, perché sanno che dalla zia c’è sempre qualcosa di goloso che li aspetta, mia sorella però mi avvisa sempre all’ultimo minuti, così. ho preparato in fretta e furia questa crostata, questa volta fatta con farina di grano saraceno.

La ricetta è sempre quella della torta di mele, che spesso trasformo in crostata, ne esce una frolla un pò croccante e un pò morbida per la presenza del lievito all’interno dell’impasto.

A volte, come in questo caso uso delle farine alternative. L’ho farcita con una confettura di pesche fatta l’estate scorsa, ma naturalmente si può usare qualsiasi tipo di confettura.

Crostata

Crostata

Crostata

Ricetta

150 gr farina di grano saraceno

150 gr farina tipo 1

50 fecola di patate

150 gr di burro

120 gr di zucchero

2 tuorli e 1 uovo intero

1 bustina di lievito

1 bacca di vaniglia

1 pizzico di sale

Mescola tutti gli ingredienti, farina, fecola, zucchero, sale, lievito, burro, uova e vaniglia. Amalgama il tutto velocemente, con la punta delle dita, per non riscaldare troppo l’impasto. Quando la pasta è liscia e omogenea, fai una palla, avvolgila nella pellicola, e mettila a riposare una mezz’ora in frigorifero.

Infarina una spianatoia o un pezzo di carta da forno e stendi la frolla con il mattarello, tenendo  da parte un pezzo per decorare la superficie.

Imburra e infarina una tortiera da crostata del diametro di 24\26 cm e aiutandoti con il mattarello o con la carta forno metti la sfoglia nella tortiera, bucherella il fondo con una forchetta e stendi la confettura.

Decora la superficie a piacere e cuoci in forno a 180° per 45/50 minuti. Fai raffreddare e spolvera con zucchero a velo.

Una risposta a “Crostata con farina di grano saraceno”

  1. È che certe cose sono insite in noi pur imparando col tempo, pur scoprendo con nostro grande stupore che non sempre c’è un legame con quel che facciamo. A volte, magari, è un filo invisibile che tesse storie nuove o quelle ancora da scoprire. Ed è bello emozionarsi, scoprirsi diverse, come fosse una rinascita che segna tutti i passi da fare e con stupore guardare indietro a quello che già si è compiuto. Un po’ come la tua crostata Michi che racconta del passato mescolandosi al nuovo.

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